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L’Associazione Mani Guanelliane di Provvidenza arriva in un piccolo e sperduto villaggio del Congo…

…si cucina sulla brace… si lavano le stoviglie con la fibra naturale che avvolge il tronco delle palme… si fanno le scope con le foglie delle palme… siccome manca l’elettricità si accende il fuoco, c’è molta legna e il mercato più semplice è quello del carbone.

L’Associazione Mani Guanelliane di Provvidenza ha avviato un atelier di cucito per giovanette (qualcuna di loro ha frequentato l’Università di Kinshasa).

Il progetto è coordinato da Mireille, la prima giovane del Congo che è entrata a far parte di Mani Guanelliane.

Suor Michela ha incontrato queste giovani per parlare loro di don Guanella e per fare un piccolo programma di formazione.

Ogni giorno s’incontrano per strada bambini che tendono la mano per ricevere qualcosa… e la Provvidenza arriva sempre!

Suor Michela incontra Chiara Castellani

Con l’Associazione Mani Guanelliane di Provvidenza nel mese di luglio 2018 sono arrivata a Kenge, villaggio della Repubblica Democratica del Congo.

In questo villaggio dove le case sono capanne tutto è rimasto come una volta…

Qui ho incontrato, presso l’Università da lei stessa fondata insieme alla Chiesa locale, Chiara Castellani. Ci siamo raccontate, come se fossero i titoli di tanti capitoli della vita, tante cose. Abbiamo sentito una grande sintonia e sembrava che ci fossimo conosciute da sempre.

Nei  suoi occhi e nelle sue parole, in un fisico, ormai logorato dalla fatica, e perfino con un solo braccio, ho potuto leggere i sogni di una donna di fede che ha creduto nel Signore Gesù e ha servito e serve i fratelli nel bisogno, sollecitata da un solo comando: amatevi come io vi amo.

Ho lasciato il Congo con una ricchezza spirituale grande. Questo è uno di quegli incontri che segnano la vita e  confermano nello Spirito che ciascuno di noi può essere il cambiamento che desidera per il mondo. E, pur non sapendo  se  per fede o per la magia dell’amore, questo ti sembra che accade, almeno per un attimo.

Ma chi è Chiara Castellani ?

Chiara Castellani è nata a Parma nel 1956. Si è laureata nel 1981 in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti all’Università Cattolica di Roma, dove si è specializzata in ginecologia e ostetricia. A 26 anni parte per il Nicaragua in un programma di volontariato civile. È con lei il marito, anche lui medico. Li aveva uniti il sogno giovanile di sposarsi e di andare a servire nei Paesi in Via di Sviluppo: un ideale imparato al catechismo domestico dei suoi genitori e maturato nelle comunità di base e nello scoutismo, attraverso una lettura radicale del Vangelo e scelte essenziali di vita. Con l’entusiasmo dei primi passi si dedica a far nascere “ninos morenos” con tanti capelli che, quando escono fuori, gridano l’inizio della loro grande avventura in una terra dove anche sopravvivere è una folle scommessa. Ma nel Nicaragua di allora i suoi sogni di donna da poco sposata e di giovane medico s’infrangono contro due drammatiche realtà. Da una parte la guerra civile, che la costringe a diventare chirurgo per curare corpi saltati in aria sulle mine o falciati dalle katiusce. Dall’altra la perdita del marito, che dopo un anno di felicità la lascia per un’altra donna, incontrata durante le lunghe assenze per le visite sanitarie nei villaggi di montagna. Uscita dolorosamente dai sogni della giovinezza, “doctora Clarita” rimane fedele alle sue scelte e lavora per sette anni in Nicaragua, in situazioni drammatiche, senza arrendersi alle tentazioni di fuga. Terminata la missione in America Centrale, parte per l’Africa, il continente sognato fin da bambina. L’AIFO le affida la direzione di un ospedale fantasma, abbandonato dai belgi a Kimbau, regione del Bandundu, nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo. È la scoperta di un’Africa bellissima e terribile, affascinante e sconvolgente nelle sue contraddizioni e nelle ferite che non si rimarginano mai.(Cenni tratti da Un Passero con un’ala soltanto)

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